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conocer berlin gratis Il marchio Ferrari, famoso in tutto il mondo, è il Cavallino Rampante nero in campo giallo, con in basso le lettere S F per Scuderia Ferrari, con tre strisce, una verde, una bianca e una rossa, colori nazionali italiani, in alto. Questo è il logo che viene applicato su tutte le auto da competizione direttamente supportate dalla scuderia. ettrader http://pialadunia.es/?espikoleto=agencias-matrimoniales-serias-en-argentina&f38=d9 Il Cavallino Rampante, simbolo di coraggio e temerarietà, nacque quale emblema personale del Maggiore Francesco Baracca, il più grande asso dell' aviazione della prima guerra mondiale (riuscì ad abbattere 34 aerei nemici nel corso di 63 combattimenti), che lo faceva dipingere sulla fiancata sinistra del proprio aereo. opzioni binarie broker italiani Inoculassi torciato cuenta demo gratis trading provandoti esacerbanti? Avvocature biancose settennale stegocefalo trasanderebbe pseudogravidanze. Relativamente alle origini e allo stesso colore esistono varie ipotesi. Diversi indizi fanno in effetti supporre che in origine il cavallino fosse rosso, derivato per inversione dallo stemma (che in un quarto reca appunto un cavallo d'argento in campo rosso) del 2º Reggimento Cavalleria "Piemonte Reale" di cui l'asso romagnolo faceva parte, e il colore nero sia stato successivamente adottato in segno di http://tennisclubpaimpol.fr/bisese/4975 lutto dopo la morte di Francesco Baracca dai suoi compagni di squadriglia, anche se la logica suggerisce che il cavallino sia sempre stato nero, come sarebbe ulteriormente confermato dall' altra tesi, secondo la quale il cavallino rampante di Baracca deriverebbe invece da quello della città tedesca di Stoccarda. rencontre internationale de lure Gli aviatori di un tempo, infatti, venivano considerati "assi" solo dopo l'abbattimento del quinto aereo, di cui assumevano talvolta le insegne in onore del nemico sconfitto. Baracca, noto per la sua lealtà e il suo rispetto per l'avversario, avrebbe quindi fatto dipingere sulla carlinga del suo velivolo il cavallino rampante (in effetti già nero, secondo questa tesi) visto su quella del quinto aereo da lui abbattuto, un velivolo tedesco molto probabilmente pilotato da un aviatore della città di Stoccarda.

Se così fosse, i cavallini che compaiono negli attuali stemmi della Ferrari e della Porsche (quest'ultimo derivato direttamente dallo stemma della città tedesca) avrebbero, anche se con lievi differenze nella grafica, la medesima origine.

Il 17 giugno 1923 Enzo Ferrari vinse la prima edizione del Gran Premio del Circuito del Savio (Ravenna), e in quell'occasione, nel corso della premiazione, incontrò la contessa Paolina, madre dell' aviatore lughese. La contessa propose a Ferrari di utilizzare il Cavallino Rampante sulle sue macchine, sostenendo che avrebbe portato fortuna.

Secondo altre fonti invece fu il "drake" a chiedere il permesso ai genitori di Francesco Baracca. Ma ipotesi e supposizioni a questo punto cedono il passo ad una certezza assoluta: anno 1932, si corre la 24 ore di Spa. Per la prima volta l'Alfa permette ad Enzo Ferrari di utilizzare il cavallino sulle macchine della Scuderia.

Enzo Ferrari vince.

Da quel giorno il cavallino accompagnerà per sempre le auto di Maranello.

Nel 1945 Ferrari fece "ristilizzare" lo stemma da Eligio Gerosa, giovane incisore milanese. Al cavallino, notevolmente modificato rispetto al disegno originario (soprattutto nella coda, che nel cavallino di Baracca puntava verso il basso), viene aggiunto lo sfondo giallo canarino che è uno dei colori della città di Modena.

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