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here CENNI STORICI:
free binary options trading software download IL MOTORE

Nel 1927 la Alfa Romeo presenta un motore estremamente innovativo a 6 cilindri in linea che, come accadde per il 12 cilindri Ferrari progettato dall'Ing. Colombo, sarà più volte evoluto con l' incremento della cilindrata da 1600 cc a 2500 cc. Tra i vari "step" intermedi vale la pena citare la cilindrata 1750 che diede lo spunto ai tecnici della Casa milanese per una serie di nuovi modelli, ma con motori diversi (4 cilindri con doppio albero a camme in testa) negli anni '60 e '70.

Il motore veniva realizzato con caratteristiche differenti a seconda della destinazione del veicolo che si voleva realizzare, a seconda che si trattasse di una berlina o di una vettura sportiva (o "granturismo") fino alle versioni da competizione pura. Il motore rimase in produzione fino agli anni '50.

go here LA VETTURA

Nel caso specifico della vettura in oggetto, datata 1939, è una delle versioni più prestigiose e più importanti per i risultati ottenuti nelle competizioni: la 6C 2500 SS.
 
Il  http://www.westchelseavet.com/miolyky/giod/11208 telaio dell'auto, contrassegnato dal numero 915024 - accoppiato al motore 923830 - è a passo corto: scelta legata a ragioni di minor peso, maggiore agilità e ingombri più ridotti. 
 
Per quanto riguarda la carrozzeria si tratta di una "barchetta" cioè il tipico allestimento dedicato alle corse: venne realizzata dalla rinomatissima "Carrozzeria Touring", famosa per le sue produzioni in alluminio, create a mano da sapienti batti-lastra in piccola serie per le Case costruttrici di automobili più prestigiose.
 

Questa SS venne immatricolata nel 1939 dalla "Società Anonima Alfa Romeo" con targa MI 75396 e destinata alla Squadra Corse per quella stagione.

Nel 1940 l'auto venne acquistata dal fiorentino Sebastiano Vernier e pertanto targata FI 28030.

Il successivo intestatario fu Italiano Satanassi e, causa dell' avvenuto smarrimento della targa, nel 1947 la SS fu reimmatricolata con targa FI 38150.

L'Alfa arrivò poi a Spoleto nel 1950, acquistata da Eugenio Gastaldi. La targa è: PG 15915.

Infine nel corso dell' anno successivo, il 1951, la vettura fu ritargata a nome del nuovo proprietario, il triestino Alfred R. Rota. La targa TS 13586 risale al periodo in cui la città giuliana era capoluogo di una regione "a statuto speciale" e pertanto è a fondo bianco, con lettere e numeri neri, nella quale la rossa alabarda stilizzata di Trieste posta al centro, tra la sigla della provincia e i numeri, spicca in maniera evidente.

A questo punto, occorre fare un passo indietro nel tempo e capire le esigenze del periodo postbellico, quando mancava tutto o quasi e ci si doveva "arrangiare" con quello che c'era o che si trovava. La bella carrozzeria venne smantellata dal telaio e riciclata in quanto l' alluminio era un materiale "nobile". Telaio e ciclistica vennero invece utilizzati quale base per istallare una piccola gru, realizzando cioè un "muletto" da cantiere che venne utilizzato per svariati anni a Trieste.

Fortuna vuole che, forse per caso, Vincenzo Ciriello, residente a Roma, venne a conoscenza dell' esistenza di questo telaio, ancora integro e in buone condizioni, e della meccanica, che era stata ben conservata ed era pressochè completa e funzionante senza la necessità di effettuare lavori di ripristino straordinari. Ciriello decide di acquistare il tutto con l' intenzione di riportare in vita la vettura. Non sappiamo di preciso cosa accadde, ma un fatto è certo: le intenzioni di Vincenzo Ciriello restarono per sempre allo stadio di progetto.

Infatti per anni telaio e meccanica furono custoditi in un deposito, fino a quando Gianluca Sacchi, venuto a conoscenza della singolare storia di questa SS, riuscì a diventarne il nuovo proprietario.

Il sig. Sacchi, che per motivi di lavoro si era da poco trasferito a Forlì, decise di iniziare il restauro. Dopo lunghe ricerche riuscì a mettersi in contatto con la figlia del sig. Ciriello, dalla quale apprese che suo padre, dopo aver smontato tutta la vettura, dovette interrompere il restauro per ragioni legate a difficoltà diverse, soprattutto per motivi economici e anagrafici: infatti gli anni del padre cominciavano ad essere troppi per una simile impresa.
 
A questo ripartono i lavori di restauro, seppure con diverse pause dovute agli impegni professionali e alle lunghe trasferte del nuovo proprietario, che relazionandoci in merito alle varie fasi del lavoro eseguito, ci ha riferito quanto segue:
 
Il telaio era in eccellenti condizioni perciò viene riportato allo stato originale senza grossi interventi. Fu effettuato un minuzioso controllo, soprattutto alle parti "scatolate", e dopo i dovuti trattamenti fu eseguita la riverniciatura.

Più impegnativo si è rivelato il ripristino del motore: sono stati utilizzati pistoni fatti costruire su commissione ed è stata effettuata una modifica (eliminando le precamere) per consentire l' utilizzo di candele "moderne".
Per quanto riguarda invece il cambio, la trasmissione, le sospensioni e lo sterzo è stata eseguita una accurata manutenzione.
Un anziano carrozziere di Forlì, di lunga e provata esperienza, ha realizzato la nuova carrozzeria riuscendo a riprodurre fedelmente, con le stesse tecniche e gli stessi materiali dell' epoca, quella originale. 
 
TUTTE le fasi del restauro sono documentate.
 
LO STATO ATTUALE 
 
Il risultato del restauro (in particolare la carrozzeria), è di assoluta eccellenza e la 6C 2500 SS è stupenda. Ciliegina sulla torta: su strada è uno spettacolo.

Occorre riflettere in merito alla storia della vettura, che è estremamente chiara e tracciata in maniera inequivocabile, pur essendo "sopravvisuta" alla seconda guerra mondiale e al caotico periodo di ricostruzione postbellica. 
 
La vettura ha tuttora le targhe originali TS 13586.

Secondo una perizia effettuata da un qualificato esperto il differenziale (rapporto al ponte 15x59) è di tipo Pescara (intermedio, cioè medio/veloce: il nome è mutuato dal circuito dell' omonima città).
I tamburi dell' impianto frenante sono calettati, peculiarità (come i tre carburatori) delle versioni con omologazione stradale più corsaiole, destinate ai "gentleman drivers" dell' epoca.
Il cambio, come in tutte le barchette SS, è a pavimento.
 
La vettura è stata reimmatricolata in data 14/02/2005.
 
I principali componenti di telaio, motore e di tutti gli organi meccanici in genere sono "giusti" e corrisponde a quanto pubblicato al riguardo (il riferimento è il libro di Fusi e le successive pubblicazioni).
 
 
 
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follow link BACKGROUND:

In 1927 Alfa Romeo presented an extremely innovative inline 6-cylinder engine that, as with the 12-cylinder Ferrari designed by Eng. Colombo, slowly evolved to increase capacity from 1600 cc to 2500 cc. Among the various iterations is worth mentioning the 1750, which formed the basis for a series of new models up until the 60s and '70s.

Each engine was developed with different characteristics to suit the nature of the vehicle that it was installed in, from saloons or sports cars up to the pure competition variants. The engine remained in production until the '50s.

funniest online dating profiles THE CAR
This particular car, built in 1939, is one of the most prestigious versions of one of the most successful competition Alfas of all: the 6C 2500 SS.

The chassis of the car - number 915 024, engine number 923 830 - is the SWB version developed for lower weight, greater agility and more compact size.

The barchetta body was built by the world renowned "Carrozzeria Touring", famous for its low volume runs of handmade bodies by expert panel beaters for the most prestigious car manufacturers.

go here THE OWNERS
This SS was registered in 1939 by the "Società Anonima Alfa Romeo" with the plate MI 75396 and assigned to the racing team for that season.
In 1940 the car was bought by the Florentine Sebastiano Vernier and the car was reregistered with the plate FI 28030.
The next owner was Satanassi and as the registration had expired in 1947 the SS was reregistered as FI 38150.
The Alfa then arrived in Spoleto in 1950, bought by Eugenio Gastaldi. The plate became: PG 15915.
Finally in 1951 the car was reregistered again on behalf of the new owner, Alfred R. Rota from Trieste. The plate TS 13586 dates back to the period when the city was the capital of a special "Administrative Area" and therefore is white, with black letters and numbers. The stylized red halberd of Trieste lies at the centre of the plate between the initials of the province and the numbers.

At this point in the car's story it's important to acknowledge the realities of the postwar period when resources were scarce in the extreme. The body was removed from the chassis and its aluminium was recycled. The chassis was put to use as the basis for a small crane which was used for several years in Trieste.

As luck would have it Vincent Ciriello, resident in Rome, was aware of its existence and that the chassis and mechanics were still intact and in good, running condition needing little restoration work. Ciriello decided to buy the car with the intention of reviving it. His intentions never got any further than the planning stage and the car remained in storage until Gianluca Sacchi learned of its unique history and bought it.

Mr. Sacchi, who for professional reasons had recently moved to Forlì, decided to begin the restoration. After extensive research he managed to get in touch with the daughter of Mr. Ciriello, from whom he learned that her father, after dismantling the whole car, had to suspend the restoration for various personal and economic reasons.

Mr. Sacchi embarked on the restoration. The chassis was in excellent condition and easily returned to its original state without any major work needed. To make sure, a detailed inspection was carried out, especially of the box sections, before coating and repainting.
The rebuilding of the engine proved to be more of a challenge. New pistons were commissioned and a small modification
was made to enable the use of modern spark plugs by eliminating the pre-combustion chambers.

As for the rest of the car, the gearbox, transmission, suspension and steering were exactingly recommissioned without the need for major restoration work.

A long-established Forli coachbuilder of many years' experience recreated the body with the same techniques and materials as Touring originally utilised.
All the steps of the restoration are documented.

The result of the restoration, the bodywork in particular, is spectacular and this 6C 2500 SS is a beautiful example. The restoration is sympathetic to the history of the car which is extremely clear and traced unequivocally as it survived the Second World War and the chaotic period of post-war reconstruction.

The car still has the original Trieste plate TS 13586.
According to an inspection by a qualified appraiser the differential (axle ratio 15x59) is a Pescara type (medium / fast: the name is borrowed from the city circuit of the same name). The drum brakes are keyed. Features such as the triple carburettors were fitted for fast road/ race use for gentleman drivers of the era. The gear stick, as with all Alfa SS models, is floor mounted.
The car was reregistered on 14/02/2005.

The main chassis components, engine and all the mechanical parts correspond to what is published about the model by Luigi Fusi's book and subsequent publications
 
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